CSS3 & HTML5 Developing cross device application

L'ufficio del W3C Italia ha organizzato a Pisa un evento su HTML5 e CSS3. Tra gli speaker intervenuti alla conferenza, in tutto 9, il grande Bert Bos, il padre dei CSS!
CSS3 & HTML5 Developing cross device application

Milano Pisa e ritorno in giornata

L’evento non era certo dietro l’angolo ma la voglia di partecipare era molta. Partiti di mattino presto da Milano, alle 8.30 eravamo al CNR di Pisa pronti per essere registrati all’evento. Ci hanno consegnato il programma e alle 9 è cominciato.

Si comincia

In totale 3 i membri del w3c a parlare all’evento. Interventi tutti molto interessanti, di cui due, quello di Bernard Gidon e Bert Bos, in inglese. Oreste Signore, responsabile dell’Ufficio Italiano W3C presso il C.N.R., rompe il ghiaccio. Nessuna disquisizione tecnica ma solo notizie introduttive all’evento e all’ufficio italiano, link, informazioni e curiosità. Sul sito italiano del W3C, continua, è possibile trovare moltissimi articoli news e specifiche tradotti in lingua italiana. Andrebbe consultato spesso, le novità sono tante ed è importante restare aggiornati su questa grande realtà italiana.

Bernard Gidon

Si continua con Bernard Gidon, Business Development leader, che continua a parlarci del W3C, e lo fa cominciando a raccontarci delle origini del Consorzio. Storia, membri attivi, obbiettivi, standard raggiunti le argomentazioni principali del francese Gidon. L’inglese non è sicuramente un mio punto di forza, ma fortunatamente il suo modo di parlare, caratterizzato da un forte accento francese, ha sicuramente aiutato coloro che come me hanno difficoltà nel capire un inglese troppo fluido.

Massimo Martinelli

Adesso si entra nel vivo dell’evento e con Massimo Martinelli, collaboratore dell’Ufficio Italiano W3C dal 2003 e Membro del W3C Multimedia Semantics Incubator Group, si comincia subito a parlare di HTML5 e di tutte le nuove funzionalità introdotte. Tra le cose più importanti, ci parla del processo di standardizzazione e del raggiungimento da parte dell’html5 dello stato di “raccomandation” che avverrà nel 2014. Posso usarlo già da ora? Si ma stando attenti ai vari browser e al loro supporto e a tal proposito ci suggerisce due ottimi siti che già conoscevo e che uso spesso; caniuse e html5 test/. Da quest’ultimo si evince che attualmente il browser mobile con maggior supporto all’html5 è maxton. Si prosegue la presentazione con le principali novità dell’html5, a questo link puoi visionare nel dettaglio le slide del suo intervento:

  • Nuovi elementi di markup strutturali
  • Nuovi tipi di input
  • Accesso veloce a file o hardware del device in uso
  • Possibilità di espandere gli attributi degli elementi html
  • La nuova area canvas per animazioni
  • Semplificazione della gestione audio e video dei file sul web
  • Accesso ai sensori del computer o del palmare
  • Il local storage e la persistenza dei dati
  • Web Storage e database locali
  • Web Sockets
  • Web workers

Bert Bos

E’ il momento di Bert Bos. Oreste Signore presenta il Bos(s) dei CSS con la consapevolezza che colui che sta per parlare, li ha inventati i CSS. E’ inutile aggiungere altro dice, lascio la parola a lui. L’intervento, spezzato dal coffee break e dal lunch, dura circa due ore. Due ore intensissime in cui Bos ci illustra tutte le principali novità sui CSS3. Dai nuovi e più potenti selettori ad animazioni e transizioni. Una panoramica totale spiegata con l’ausilio di slide per chi l’inglese non lo mastica benissimo:

  • Levels & modules
  • Media queries
  • Selectors
  • Color
  • Multi-column layout
  • Break
  • Backgrounds
  • Borders
  • Images and gradients
  • Values
  • Fonts
  • Transitions
  • Animations
  • (Conditional rules)

Developers’ experiences

Il pomeriggio è dedicato alla presentazione di 5 progetti italiani selezionati dallo staff. Tutti molto interessanti e di alto livello.

Comincia Marco Bertoni, Web Accessibility & Usability Expert at vanGoGh e ci parla di HTML5 Accessibility Details. Lui è un esperto di accessibilità, una persona che per anni ha lavorato al fianco di persone con svariate disabilità. Solo cosi, ci dice, si può davvero venire incontro e capire le reali esigenze di coloro che purtroppo ogni giorno devono combattere contro grandissime difficoltà nell’utilizzare la rete, una rete che spesso e volentieri non tiene conto di queste persone. Dopo un’introduzione sull’accessibilità in generale, parla di HTML5 e WAI ARIA, concludendo infine suggerendoci due ottimi libri sull’accessibilità: Pro HTML5 Accessibility e You are not a gadget.

Michele Cipriani, CEO-CoFounder di Dropin, ci fa conoscere le immense potenzialità di HTML5 applicate al suo progetto che permette ai musicisti di tutto il mondo di collaborare in tempo reale nel processo di composizione e di produzione di contenuti audio, eliminando la distanza tra i vari collaboratori e facilitare il lavoro di gruppo. I brani composti su Dropin, o quelli prodotti in precedenza e poi caricati, possono essere condivisi gratuitamente o messi in vendita per gli utenti. La presentazione è stata d’effetto. Ci ha mostrato come funziona nel concreto e sembra davvero un bel progetto, speriamo possa decollare al più presto.

Diego La Monica, IWA Italy, ci fa anche lui una breve panoramica su HTML5 e CSS3 e lo fa incentrando il discorso su due concetti molto importanti che da un pò di tempo, a causa del poco supporto dei browser per i nuovi standard, si stanno facendo sempre più strada: Il Graceful Degradation e il Progressive Enhancement: due facce della stessa medaglia. In questo contesto entrambi i concetti sono utilizzati per rendere un sito accessibile a tutti i dispositivi fornendo al tempo stesso un’estetica e un’usabilità migliori ai browser più avanzati. La differenza consiste essenzialmente nell’approccio da cui si inizia. [approfondimento].

Andrea Vecchi, software house Liberologico, ci illustra il progetto su “La Pimpa becomes an interactive magazine” per il cliente Panini. I numeri della rivista sono realizzati con un nuovo motore di gioco che produce contenuti interattivi per bambini in HTML5, in modo cross-platform e cross-device. L’impresa più ardua, ci spiega, è stata quella di dover gestire in maniera fluida tutti i movimenti all’interno degli stage grafici che di volta in volta il magazine fornisce. Il modo in cui i bambini utilizzato un Ipad, soprattuto quelli più piccoli, è imprevedibile e non rientra nel “normale” utilizzo di un adulto. La fluidità di gioco e l’immediatezza di risposta su tutti i device coinvolti è importantissima e non è stato per nulla un compito facile da raggiungere. Il bambino se deve per esempio colorare un area particolare di un disegno lo deve poter fare ricevendo un feedback da parte dell’applicazione praticamente in tempo reale, senza che ci siano tempi morti o risposte in differita.

Federico Weber, Creative Technologist at vanGoGh, ci parla di Responsive design e lo fa portandoci come esempio un case study reale, maserati.com. Bisogna approcciarsi al Responsive non solo basando il proprio lavoro su griglie fluide e mediaQueries ma analizzando il progetto per intero e vagliare cosa sia veramente necessario mostrare sui vari device. Bisogna ricordare infatti che quando siamo per strada, siamo distratti da 1000 altre cose che accadono intorno a noi, fruire le informazioni importanti nel minor tempo possibile è l’obbiettivo chiave per il successo dell’operazione. Mettiamo quindi i nostri siti web a dieta e mostriamo solo ciò che è veramente importante in relazione al device in oggetto. La presentazione, oltre che graficamente molto gradevole, mi è piaciuta parecchio. I contenuti sono stati esposti in maniera chiara e l’attenzione non è mai calata.

Bilancio di fine giornata

Il bilancio è più che positivo. Tutti sono stati bravi e all’altezza dell’evento, organizzato molto bene e in una sede di tutto rispetto. Sentire direttamente dalla voce di Bert Bos una lezione sui CSS3 è stato molto interesante. L’ufficio italiano del W3C ha quindi organizzato un evento di tutto rispetto e in grande stile. Mi sono svegliato alle 4 di mattina e ho percorso quasi 600 km in un giorno ( in realtà non ho neanche guidato io e in più ho anche dormito parecchio durante il viaggio), ma ne è davvero valsa la pena!

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