Ricomincio da tre … nel Front-end Development!

Tutto il mondo è paese Troisi: Lello quello ch’è stato è stato … basta, ricomincio da tre. Arena: Da zero! […]
Ricomincio da tre … nel Front-end Development!

Tutto il mondo è paese

Troisi: Lello quello ch’è stato è stato … basta, ricomincio da tre.
Arena: Da zero!
Troisi: Eh?
Arena: Da zero, ricomincio da zero.
Troisi: Nossignore, ricomincio da … cioè … tre cose me so’ riuscite dint’a vita, pecché aggia perdere pure chelle? Aggia ricomincià da zero? Da tre!

Dialogo tratto dal celebre film di Troisi “Ricomincio da tre”. Il tutto per introdurti in maniera originale e divertente questo nuovo articolo che spero possa essere di aiuto per tutti coloro che vogliono cambiare radicalmente la propria vita, da un giorno all’altro o più semplicemente hanno voglia di avvicinarsi a qualcosa di nuovo ma senza perdere il proprio background culturale acquisito in precedenza. E’ sempre importante fare tesoro di ciò che si è imparato negli anni, anche se non ha a che fare con quello che andremmo a fare, quindi, che tu sia un liceale, un avvocato, un architetto, un filosofo, metti da parte tutto quello che hai imparato fin’ora e non ricominciare da zero ma ricomincia da 3, proprio come Troisi.

Cos’è il front-end Development?

Secondo un articolo in inglese del Guardian, rielaborato in forma sintetica da noi, storicamente questo ruolo era per lo più conosciuto sotto vari pseudonimi: htmler, web designer, programmatore, frontender e così via. Questa é una figura chiave nell’ambito web che richiede sia sensibilità estetica che conoscenze lato codice. [0] Il front-end development spesso viene associato al semplice “realizzare cose gradevoli all’occhio e belle da usare”, mentre si ignora che quella è solo la punta dell’iceberg; è solo il risultato finale di un complesso processo. Sotto la superficie dell’acqua si nascondono tutte le tecnologie che concorrono a tale realizzazione. Vediamole insieme: [1] l'(x)html è la struttura alla base di ogni pagina web, essenziale per la SEO, contiene tutti gli ID e le classi che consentono al CSS di interagire. Ogni sviluppatore front-end deve sapere come strutturare in maniera semanticamente corretta un documento xhtml, al fine di ottenere tutti i risultati sperati. [2] Gli Stili CSS rappresentano una funzionalità cha sta alla base dello sviluppo front-end. Gli stili css, tramite gli ID e le classi contenute nell’xhtml, danno alle pagine il fascino visivo rendendole chiare e di facile utilizzo. Nel front-end, il design e il codice si uniscono per dar vita alle pagine web che tutti vedono. [3] Cross-browser, cross-platform, cross-device. Come afferma Douglas Crockford “Il browser è il più ostile ambiente di sviluppo software che si possa immaginare”. Mozilla e Microsoft sono in continua guerra tra loro per garantire ad ogni successiva release sempre nuove funzionalità, velocità di rendering, plugin e compatibilità con i nuovi standard w3c. Il Browser in se diventa il fulcro dell’attività, diventa un vero e proprio sistema operativo. Garantire un esperienza quantomeno simile sul maggior numero di device e software dovrebbe essere l’obbiettivo principe di ogni sviluppatore. [4] L’accessibilità consiste nel rendere accessibile un sito web, e consiste anche nel renderlo accessibile per la maggior parte delle persone che accedono a quel sito, sia che abbiano disabilità di qualche tipo che non. La disabilità non consiste solo in problemi fisici gravi, come la mancanza della vista o degli arti, ma risiede in tutto quello che ci provoca un disagio. Per fare un piccolo esempio di accessibilità: una persona che non conosce le lingue straniere e non riesce a seguire gli articoli del guardian, rappresenta un problema di accessibilità legato alla mancata traduzione in italiano degli articoli. Rispettare e garantire dei buoni canoni di accessibilità per un sito web fa di noi un buon front-end developer. [5] I CMS consentono di creare e aggiornare in tutta tranquillità un sito web o un e-commerce; I CMS disponibili sono moltissimi ma i più famosi sono WordPress, Drupal, Magento, Zen Cart, Xoops, Joomla. Un front-end developer dovrebbe essere in grado di saper interagire con i CMS implementando nuove funzionalità e deve essere in grado di sviluppare template grafici dedicati. [6] Programmazione: quando si parla di linguaggi di programmazione associati al front-end si pensa subito al javascript. Immediatamente dopo, Action Script e poi PHP e via discorrendo con la programmazione server side. Javascript e più in particolare il DOM vengono ricollegati più facilmente perchè strettamente collegati al browser e al codice xhtml con cui interagisono a stretto giro. Inoltre l’introduzione dei framework come JQuery e Mootools aiutano molto lo sviluppo da parte dei developer nel creare effetti e transizioni con poche righe di codice. [7] Usabilità: L’architettura delle informazioni è un campo che ha maturato parecchio negli ultimi anni, ma mentre le persone che costruiscono siti interagiscono con i clienti, i grafici, i back-end developer e i product manager, la posizione front-end dovrebbe puntare e indicare dettagli, suggerire miglioramenti e prendere parte a test di usabilità. A seconda della grandezza del team e del budget destinato al sito, a volte un front-end developer è sia designer, che Quality Assurance dei bug nel back end, che tester dell’usabilità e dell’accessibilità e IA, e spesso non si tratta di una posizione invidiabile. Un front-end developer forse guarda e giudica il look e il funzionamento dei siti più degli altri membri del team, un pò come un traduttore si interessa naturalmente di parole e grammatica più di altre persone. [8] Performance: Per costruire siti web più veloci, i tuoi markup, stili e javascript dovrebbero essere sia scalabili che performanti. E’ una materia in crescita, perché visto il prevedibile aumento dei costi dell’energia nei prossimi anni, e considerati i problemi causati dalla scaling performance di siti con molti contenuti anche personalizzati, è sempre più nell’interesse delle aziende ridurre quanto possibile l’impatto energetico delle pagine, in modo da evitare un aumento dei costi di banda. Allo tempo stesso, il passaggio dal desktop ad applicazioni online comporta anche un peso maggiore sul browser che dovrebbe essere alleviato con una riduzione delle pagine e con un monitoraggio costante di nuove funzioni. [9] La Ricerca: le API, le librerie js, le interfacce touch, i microblogging, i social networking, i contenuti video, sono solo alcune delle grandi novità di questi ultimi anni. Tenersi aggiornati con le ultime tendenze del design, del codice e dell’innovazione sul web è un compito primario dello sviluppo front-end, e forse nessun altra disciplina connessa a Internet (ad eccezione del marketing) cambia così rapidamente. Come Molly Holzschlag di Opera afferma ‘Se vuoi fare le stesse cose per i prossimi 10 anni, sei nel ramo sbagliato’.

Fare le scelte giuste

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Ora che sei mentalmente pronto per entrare nel mondo del front-end development, spero potrà esserti di aiuto la mia personale esperienza sul campo. Un bel giorno anche io mi sono svegliato dal sonno universitario e ho concretizzato l’idea che se avessi continuato su quella strada non avrei concluso poi molto. Mi piaceva molto il web, mi affascinavano i siti web, volevo carpirne i misteri. All’epoca mi chiedevo quale fosse la giusta strada da intraprendere per imparare bene la materia senza dover perdere troppo tempo (avevo comunque già 24 anni e senza nulla di concreto in mano) e il mercato del lavoro non ti aspetta in eterno. Già in quel periodo mi dilettavo da solo a fare piccoli siti web (se ripenso a quei siti mi vengono i brividi :)), decisi che forse il passo giusto sarebbe stato quello di frequentare un corso specializzato in grafica pubblicitaria e web design, cosi avrei affiancato all’html anche l’utilizzo dei software di comupter grafica raster e vettoriale. Lasciai definitivamente l’università all’età di 24 anni nel luglio del 2006 ed ad ottobre di quello stesso anno mi iscrissi all’ILAS, una scuola della durata di un anno. Per me che partivo da zero (opss…da tre) mi è stata davvero utile, mi ha fornito sicuramente solide basi per poter costruire qualcosa di concreto, ma ero ancora molto lontano dal capire veramente cosa si nascondesse dietro il codice html e css e più in generale allo sviluppo front-end. Posso consigliare questo tipo di scelta, e cioè quella di iscriversi ad uno di questi corsi specializzati, per tutto coloro che non hanno alcuna base teorica; questi corsi ti danno quello slancio iniziale che poi ti consente di continuare da solo. Come ripeto spesso nei miei articoli, avere delle solide basi teoriche però non basta. Bisogna costantemente mettere in pratica quello che si impara. Ecco perchè durante tutto il corso, ogni giorno mettevo in pratica ciò che avevo imparato la mattina. Per il momento non mi serviva ancora cercare informazioni altrove, mi bastava quello che imparavo a scuola, lo mettevo in pratica e finiva la storia.

Credevo di essere in grado di gestire clienti e siti web e il primo grande errore, appena terminata la scuola, fu quello di cominciare a prendere un pò di siti web da fare in collaborazione con Antonio Polese che si era diplomato con me all’ILAS. Lo definisco il primo grande errore, perchè non ero assolutamente in grado di poter gestire molti siti, anche complessi contemporaneamente e in più star dietro alle svariate richieste e modifiche dei clienti, ma sopratutto, già verso la fine del corso che nei mesi immediatamente successivi ad esso, come in tutte le cose in cui ci si crede veramente, non mi bastavano più le basi che avevo acquisito. Mi trovavo a combattere con i clienti e non avevo neanche più molto tempo per formarmi. L’errore era stato quello di prendere in consegna veri siti con veri clienti, mentre la giusta strada sarebbe stata quella di creare finte situazioni, finti lavori, per mettere comunque in pratica quello che avevamo imparato, ma di contro avere anche tempo per studiare. Primo consiglio: non essere frettoloso di avere un guadagno immediato; nella prima fase di crescita, sfrutta il tempo che hai a disposizione per formarti quanto più possibile e nel contempo inventati lavori da dover svolgere per mettere in pratica il tutto.

Dopo quest’anno, chiamiamolo di freelance nel quale ho anche spaziato nell’editoria scolastica, sono approdato in Qube Srl, una Web Agency napoletana, che cercava per l’appunto due stagisti da inserire nell’organico. Questo è un momento importante per la mia crescita professionale, coordinato da Fabio Daniele, il web developer di Qube, ho migliorato moltissimo il mio approccio all’html e css, mi sono reso conto che fino a quel momento non avevo capito nulla o quasi delle dinamiche alla base del front-end-development. E’ stato proprio fabio che mi ha avvicinato al mondo del W3c, della semantica e dell’importanza di stutturare un codice pulito senza lasciare nulla al caso. Il primo vantaggio di abbandonare il freelance e di lavorare in una web Agency è stato quello di avere di giorno qualcuno che mi guidasse sia lato design che lato codice e di sera avere più tempo per studiare. Per la mia esperienza, volendo mettere sul piatto della bilancia lavorare in una web agency rispetto al freelance ne esce fuori che:

  • Lavorare come freelance, all’inizio della mia carriera, mi ha tolto tempo prezioso per studiare e progredire in quanto non ero assolutamente in grado di gestire i clienti da solo e non avevo ancora alcun metodo di lavoro valido. Lo sconsiglierei a chiunque.
  • Lavorare in una web agency invece ti da l’opportunità di lavorare 8 ore fisse al giorno. Acquisire un solido metodo di lavoro, che ti consente di sviluppare più velocemente e con meno sforzi e infine di essere gestito e indirizzato da chi ha piu esperienza di te nel settore. I vantaggi sono svariati e sicuramente lo consiglierei a tutti.

E’ stato proprio in questo periodo, che posso definire leopardiano, che ho riscoperto il piacere di acquistare e studiare manuali tecnici inerenti all’html e css e di spaziare tra la infinita documentazione presente online. Non c’è nulla di meglio che sfogliare un bel manuale nel silenzio della propria stanza, oppure di scovare tra i propri feed rss qualche articolo interessante. Consiglio infatti a tutti sin da subito di trovare oltre che dei validi manuali,  dei riferimenti validi sul web a cui fare affidamento sia per studiare che per informarsi sulle novità! Vediamo adesso invece come affrontare i capisaldi dello sviluppo front-end.

Il “bello” del web

grafica

Il bello del web è quello che tutti “vedono”, quello che tutti “usano” e quello che la maggior parte degli utenti, come già dicevamo prima , considera come l’unico tassello di questo grande mosaico che è il front-end development. Lo scopo principe è proprio quello di riuscire a consegnare all’utente finale una piattaforma, come un sito o un software, che sia usabile accessibile e anche user friendly. Molto spesso, ma molto, ma molto spesso, il front-end developer si occupa anche di strutturare i layout grafici per siti web, compito questo che dovrebbe essere affidato al visual designer, figura ambigua e misteriosa che nella maggior parte delle volte nelle web agency manca o non esiste; al riguardo abbiamo scritto anche un articolo che ti consiglio di leggere. Negli altri casi invece, il front-end segue di pari passo la creazione del modello grafico, indirizzando e guidando il visual designer, laddove non fosse molto esperto nella creazione del layout, affinchè non sorgano problemi nella successiva fase di montaggio. A mio parere il front-end developer deve avere gusto estetico, perchè come dicevamo prima è una figura che si trova a cavallo tra il design e il codice; deve quindi saper valutare il “bello” o il “brutto” di un layout, ma deve saper anche valutare se potranno esserci problemi nel trasporre la grafica in codice. Per migliorare il gusto estetico non c’è niente di meglio che mettersi davanti ad un monitor e aprire gli occhi. Naviga tra i più importanti siti web che raccolgono template, esaminali, guarda i dettagli, analizza anche il codice se ti è concesso e migliora il tuo giudizio critico. Molte sono le risorse online tra cui: [CSS Mania] [CSS Drive] [CSS heaven], ma per una lista davvero completa ti consiglio vivamente questo sito web che li racccoglie un pò tutti. Il web è un continuo mutare di tendenze, gusti, colori e se non stai al passo, puoi svegliarti una mattina e rederti conto che i tuoi layout ormai sono “fuori moda”, vecchi, non più utilizzabili. Non dico assolutamente che devi essere un esperto di grafica vettoriale e raster, perchè li si entrerebbe nel campo del visual design, ma conoscere i più importanti software di grafica come photoshop e freehand (old school) è cosa buona e giusta. Chi ha la fortuna di fare un corso, può impararli li, altrimenti online su siti come questo puoi trovare ottimi video tutorial, ideali per imparare facilmente e velocemente le più importanti tecniche per gestire al meglio questi programmi.

(X)HTML+SEO

html

Html.it (si lo so, lo nominano tutti) ma è veramente un ottimo portale di informazione che con i suoi canali tematici può darti un grosso aiuto per partire alla grande. Le sue guide e i suoi articoli, scritti da persone competententi in materia (come ad esempio Gabriele Romanato), sono un passaggio obbligato per tutti. Avere un infarinatura sui tag html è fondamentale. Come utilizzarli? Quando utilizzarli? (Capire quindi il loro valore semantico), sapere infine come verranno renderizzati dal browser nel momento in cui li andiamo a posizionare in una determinata parte del documento. Ogni tag ha delle sue caratteristiche intrinseche che vanno ad influenzare il layout, caratteritiche ovviamente che potranno essere modellate attraverso i CSS. Ma prima di tutto, come dicevo è avere una panoramica completa di tutti i tag esistenti e di come usarli affinche non si cada in errori di semantica. A questo affiancare anche la conoscenza della struttura base di una pagina web, a partire dal Doctype, le sue varianti, dagli albori dell’html al passaggio con l’xhtml fino ad arrivare agli standard del w3c e all’html5 di oggi. Capire il perchè sia importante validare un documento, non solo per la validazione in se ma per rendere il documento il più portabile e accessibile possibile. Il discorso dell’xhtml è a mio parere strettamente collegato al discorso SEO; creare una pagina semanticamente corretta e ben strutturata, con il giusto utilizzo dei titoli, dei paragrafi e di tutti quanti i tag, valorizza la pagina web agli occhi di google. Merita a tal proposito una nota di attenzione alla cosidetta “divite”, è una malattia che spesso e volentieri colpisce chi è alle prime armi, e può inficiare sia la SEO che la velocità e la modularità di una pagina web;  ma scopriamo insieme più in particolare di cosa si tratta. Conoscere approfonditamente la SEO sarebbe improponibile, chi fa seriamente SEO si può e si deve dedicare solo a quello. E’ un lavoro lungo, fatto di attese, di strategie e di scelte. La SEO a mio parere colpisce il front-end developer ma molto marginalmente e in particolare solo per gli aspetti legati al “come strutturare in maniera corretta il codice xhtml” affinchè venga interpretato correttamente dai motori di ricerca.

css

Senza un foglio di stile associato alla pagina vedrai ben poco con il solo utilizzo dei tag. Solo dopo che avrai acquisito padronanza con i tag (un libro storico sul quale ho studiato è questo), potrai accedere alla formattazione del documento html tramite gli stili css. Di grandissima utilità al riguardo sono le traduzioni in italiano delle risorse del w3c a cura di Michele Diodati e se invece te la cavi bene con l’inglese non avrai problemi ad accedere alla documentazione completa del w3c in inglese dei CSS Versione 2 Revisione 1. Qui la cosa si complica nel senso che non tutti i browser sono completamente aderenti agli standard e qui sta a te capire perchè un certo elemento si vede male su un browser piuttosto che su un altro (è solo una questione di quanto sei accurato nello scrivere i css e di quante ore di pratica hai fatto su progetti concreti) … e se la tua domanda è “posso usare questa particolare proprietà e come?” la mia risposta è: vai su caniuse.com e scoprilo! Tramite il campo search trovi la proprietà che ti interessa e la tabella ti indica come usarla e se puoi usarla per i browser più importanti. Per quanto riguarda il pianeta CSS, due libri hanno segnato il mio percorso. Il primo è CSS Guida Completa di Gianluca Troiani, mentre il secondo è Cascading Style Sheets di Erik Meyer. Quest’ultimo è molto ma molto tecnico, ma è il riferimento ufficiale per darti quella marcia in piu nel capire cosa ci sia veramente alla base degli stili css; se vuoi capire cosa ci sia dietro una semplice width o un margin o un float è il libro che fa per te! E se la vostra prossima domanda è … ma lavori per libreria universitaria? La risposta è no, ma mi sono sempre trovato bene nel comprare li! Te lo consiglio come sito :). Ti sei rinchiuso la sera in casa per studiare tutta la documentazione e i manuali in tuo possesso mettendo in pratica giorno per giorno tutto quello che stavi leggendo? (Si lo so è una faticaccia improponibile) Bene! E’ il momento quindi di salire leggermente di livello e a tal proposito ti propongo altri due libri molto interessanti, il primo “Sviluppare siti con gli standard web” del grande Zeldman Jeffrey, mentre il secondo è Oltre i CSS, la sottile arte del webdesign di Andy Clarke, entrambi vi apriranno gli occhi su svariate questioni tecniche e non solo; da queste due letture ne uscirete cambiati!

Programmazione

programmazione

Eccoci arrivati ad un altro caposaldo del front-end development, ramo in cui anche io mi sto ancora fortemente formando. Qui la questione si complica leggermente in quanto i rami sono molti ma personalmente quello che consiglio di fare è quello di formarsi in maniera seria sul javascript, sul DOM e sui framework js piu famosi come jQuery e Mootools. E’ importante crearsi una base minima sui linguaggi server side come php, per interagire con i pricipali costrutti ma senza spingersi oltre in ambiti che non ci riguardano direttamente. E’ ancora piu importante però a mio avviso, imparare a fondo il DOM e il javascript per chiudere il cerchio e dare un senso al tutto. In questo particolare caso ho preferito un approccio più pratico allo studio del javascript. Avendo già delle conoscenze base (molto base) dei fondamenti della programmazione, ho comprato solo un piccolo manuale che mi desse una buona panoramica. Ho cominciato fin da subito a sperimentare javascript tramite esercizi trovati online come questi oppure come questi. Ragionare sui casi concreti mi dava la possibilità di capire effettivamente il perchè di alcune scelte piuttosto che di altre. Con il Javascript e il DOM puro però si potrebbe incorrere in problematiche di incompatibilità tra i vari browser. Ecco perchè lo step successivo è quello di imparare ad utilizzare framework come mootools o jquery che fungono come da cuscinetto tra il codice e i browser, garantendoti inanzitutto una compatibilità al 100% e in secondo luogo una struttura del codice piu snella e performante. Tutt’oggi sto ancora studiando e mettendo in pratica il javascript, perchè la ritengo in ottica front-end un plus davvero importante.

Debut time e problem solving

debug

Capire immediatamente dove intervenire soltanto dando una rapida occhiata al codice o al rendering del browser è una skill importantissima da acquisire per minimizzare il tempo di sviluppo e migliorare il proprio metodo di lavoro. Ora che hai acquisito una certa dimestichezza con la materia, posso consigliarti un paio di cose davvero interessante da fare per migliorare il tuo problem solving! Registrati a qualche newsletter inerente ai css, mi viene in mente css-dscuss.org, la più autorevole; condividi pensieri, risposte e perplessità con tutti gli altri membri del gruppo, ti aiuterà moltissimo. La seconda cosa che ti consiglio è di registrarti sul forum di html.it per cercare di dare una mano agli utenti in difficoltà che postano i loro problemi. Cerca di scegliere all’inizio problemi abbastanza semplici per poi passare a problematiche più complesse. Aiuterai non solo le persone in difficoltà, ma aiuterai soprattutto te stesso, migliorando il tuo livello di problem solving e di debugging del codice senza mai dimenticarti un crontrollo cross-browser, il bug è sempre dietro l’angolo! Al momento in cui scrivo, i browser ai quali dovresti prestare attenzione per controllare che tutto si veda bene sono IE6 – IE7 – IE8 – IE9 – Firefox – Chrome – Safari – Opera. Ma è meglio fermarsi qui con il discorso browser e la retrocompatibilità del codice; sono problemi che da sempre tediano lo sviluppatore. A tal proposito ti consiglio caldamente di leggere questo interessante articolo inerente alla campagna di aggiornamento browser. Un buon front-end è sempre attento alle novità inerenti ai browser ma ancor di più dovrebbe esserlo nel garantire l’accessibilità dei siti web per coloro che vi accedono con browser datati. Due strumenti che non dovrebbero mai mancare ad uno sviluppatore front-end durante la fase di debuggin sono “webdeveloper” e “firebug”, due strumenti di sviluppo e debug fantastici. Non riuscirei davvero a farne a meno, ma per una panoramica e per capire quando usare uno oppure l’altro leggi questo articolo.

Social life

social

I manuali tecnici e la pratica costante sono alla base di tutto, ma l’arrivo di un nuovo web developer in Qube, Emanuele Calì, mi apre le porte del social, creo un blog di nicchia e condivido articoli e tutorial. E’ giusto studiare, ma è anche importantissimo creare una rete di interscambi sociali sia sui Social Network come Twitter Linkedin e Facebook, sia nella Blogosfera. Grazie ad Emanuele scopro il fantastico mondo dei blog ed è proprio grazie ai blog che riesco a condividere le mie conoscenze con tutti ma cosa piu importante ho accesso, grazie ai feed RSS, ad innumerevoli tutorial e news direttamente nella mia casella di posta elettronica. Sono molti i blog e i siti web di interesse, tra i molti ne voglio citare alcuni: EmaWebDesign, Flep Studio, CSS3 info, Design Multimedia, HTML.it Blog, Italian a List Apart, A List Apart, Italian Webdesign, Eric Meyer Blog, TomStardust, YourInspirationWeb, CSS Zibaldone, LAU, CSS Play, Webdopera, WebDesigner Depot , SpeckyBoy Design Magazine, Simone D’Amico, PVM Garage, Mark DVL

Conclusioni

La chiave del successo è di non pensare di poter inparare tutto e imparalo bene. Questa la considero la chiave perchè è impensabile di riuscire bene in tutti i settori e in tutte le ramificazioni del web, si finirebbe a parer mio per fare male tutto. Un buon front-end developer è colui che accetta i suoi limiti e sceglie di proseguire lungo una determinata strada. Per forza di cose, volente o nolente, dovrai sceglierne una, concentrarti su quella, fare pratica, sempre, giorno per giorno, ma senza dimenticarti di tutto il contorno. Nel mio particolare caso, ho scelto come strada principale lo sviluppo html e css e tutte le altre discipline di cui ti ho parlato servono a completamento e a sostegno della mia attività principale. Conoscerle a fondo tuttè non si può, conoscerle affinchè ti portino un beneficio a quella che è la tua attività primaria, si! Il Front-end developer è di sicuro una figura che allo stato attuale ancora si sta delineando, è una figura che vive a cavallo di confini molto sottili che spesso e volentieri tendono a sovrapporsi, è una figura che spesso sfiora ambiti che non sono i suoi. Potrei quasi definirlo un camaleonte, che con le sue capacità riesce a mimetizzarsi con l’ambiente che lo circonda, anche il front-end riesce a collaborare e interagire in settori spesso agli antipodi come la grafica e la programmazione.

  • Fabrizio

    Ottimo articolo ma non sono d’accordo su una cosa, non é necessario lavorare in una web agency per fare il salto di qualità e imparare ad usare bene gli standard, anche un freelance puó essere un professionista senza che abbia avuto esperienze nelle web agency, io preferisco ad esempio collaborare con esse ….. Forse nel tuo caso non é stato cosí perché hai preso lavori senza che ancora ti eri formato del tutto e quindi hai trovato nell’agenzia uno che ti ha corretto. Nel web peró ci sono tanti codici da studiare e fatti bene e dove puoi prendere esempio per i tuoi lavori …. I corsi come hai detto tu servono per le basi ma il passo di qualità lo fai sul web dove trovi tanti professionisti con cui confrontarti ……

  • http://www.stefanovollono.it Stefano Vollono

    “anche un freelance puó essere un professionista senza che abbia avuto esperienze nelle web agency”

    Hai perfettamente ragione Fabrizio. Si può ugualmente diventare professionisti seri lavorando come freelance. Le collaborazioni con aziende o con altri professionisti ti portano ad imparare nuovi metodi di lavoro. Purtroppo la mia esperienza da freelance non è stata delle migliori per tutti i motivi elencati nell’articolo ma anche caratterialmente in verità non credo di essere molto orientato per questo tipo di attività e ho trovato nella web agency invece il posto ideale dove crescere, ma condivido completamente il tuo pensiero… Il confronto è alla base di tutto sia che tu sia freelance o dipendente!!!!!

  • baudo

    Complimenti, davvero un ottimo articolo per farsi un idea del lavoro da fare, sopratutto con tanta documentazione. Grazie per il tempo che hai dedicato a scrivere

    • Stefano Vollono

      Ciao Baudo. Grazie mille!

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