Vita da frontend

Questo che segue è un racconto (che sia inventato oppure no poco importa), uno spaccato di vita da frontend che forse potrà far sorridere qualcuno e lasciare di stucco qualcun'altro. Era un pò di tempo che volevo scrivere un post del genere, l'ho scritto qualche sera fa e voglio condividerlo con te.
Vita da frontend

Che lingua parli?

Ogni professione ha un suo linguaggio specifico costituito da termini tecnici che possono apparire strambi e di difficile comprensione per chi non proprio avvezzo alla materia in oggetto. Che tu sia un medico, un avvocato, un critico d’arte o uno sviluppatore, ogni professionista si esprime utilizzando spesso un linguaggio comprensibile solo dagli “addetti ai lavori”.

Ti è mai capitato di cominciare a parlare di lavoro durante un uscita con altri amici, i quali, sentendosi dei perfetti idioti nel non capire una parola di quello che stai dicendo, esordiscono all’improvviso con: “ma che lingua parli”? Questo che segue è un racconto, uno spaccato di vita da frontend che forse potrà far sorridere qualcuno e lasciare di stucco qualcun’altro. Era un pò di tempo che volevo scrivere un post del genere, l’ho scritto qualche sera fa e voglio condividerlo con te.

Quando calano le tenebre…

Il giro del fumo è sempre lo stesso. La sera fa presto a giungere, le luci calano, anche i rumori, l’aria si rinfresca un pochino. La situazione adatta per montare quel PSD al volo e ricontrollare quel bug tremendo che mi assilla già da un pò ma che non ho mai voglia di fixare. Tanto è solo su IE7, io lo odio IE7, il cliente usa IE7, ma perché lo usa? Gli avrò detto almeno 100 volte di fare un upgrade di quel dannato browser; ma forse la colpa è solo mia, in fin dei conti non sa ne cosa sia un upgrade ne cosa sia un browser. Sorvoliamo…

Le linee di codice scorrono veloci sul mio IDE mentre cerco di individuare le dichiarazioni css incriminate. Non le trovo, MELA+F mi salverà… mi salverà solo se mi ricordassi che selettore cercare. Ok nessun problema, apro chrome, avvio la console, analizzo velocemente il DOM con l’inspector, sulla destra la cascata mi si presenta rapida e precisa come al solito. Ecco il selettore! MELA+C, MELA+TAB, MELA+F, MELA+V, INVIO. Il CSS è minifizzato, la lettura è più difficoltosa, l’inspector mi ha salvato (come sempre), selettore individuato e procedo alla lettura della dichiarazione, delle regole, proprietà e relativi valori. Cerco di individuare il bug, forse ho capito!

Tutto fila liscio (strano) ma è in quel momento che capisci quanto fa schifo il mondo, quando realizzi che stai fixando un bug su IE e che devi ancora avviare la macchina virtuale! E’ li nel Dock che ti osserva con la sua testa a forma di cubo… ci clicco, seleziono WindowsXP – IE8 con retro compatibilità IE7. Comincia a fare il boot del sistema, attendi qualche secondo, poi l’occhio ti casca sulla notifica di Facebook, vabbè che sarà mai, dò una letturina al volo sul social intanto che Winzozz si avvia. Ed ecco che cadi in quello che Zero Calcare definisce “la fascia oraria delle Bermude“…

La fascia oraria delle bermude è quell’arco di tempo tra le nove di sera e le due di notte in cui persone all’apparenza normali si siedono davanti al computer ed in un battito di ciglia si accorgono che sono inspiegabilmente trascorse cinque ore, inghiottite in una fitta coltre di nebbia ed oblio, che pregiudica consegne, esami, salute…

…ecco che mentre bruci un paio di feed, scrolli un pò la bacheca e twitti e retwitti qualche post o script, si sono fatte appunto le due di notte.

Schermata 2013-08-07 alle 23.08.17

Ok non facciamoci prendere dal panico, avviamo IE, e incolliamo l’URL; si MELA, noooo CTRL+V, dannato Bill! Ok ci sono, la pagina risponde, il layout regge, la navigabilità è garantita, ma quel bug proprio non si può guardare. Credevo di averlo fixato ma invece… aspetta la cache del browser!! La svuoto, refresho. Nulla! Ecco che parte la prima bestemmia silente. Apro il debug tool di IE7. Fa spavento, è spigoloso, ruvido, scattoso… lo usi con distacco, sperando di poterlo chiudere al più presto. Ispezioni l’elemento e il tool mi restituisce la cascata (al contrario), scrollo in fondo, ecco il selettore. Lo analizzo, l’occhio mi cade su una regola, zom:1; zom? perchè zom? Ok manteniamo la calma, MELA+TAB per tornare all’IDE, non switcha come dovrebbe, vado di mouse, apro CODA, riguardo per un secondo quella lettera mancante. La batto sulla tastiera con disprezzo. Salvo, torno su IE, refresho due o tre volte, cosi giusto per non dover sclerare anche sulla cache. Il refresh insistente ha freezzato la macchina. Aspetti quei 4/5 secondi in cui rimani li fermo con la mano sul mouse, in attesa che qualcosa possa magicamente accadere. la frase arriva di conseguenza: Si è impallato il browserrrrr noooooo!.

“ehm… ciao amico sviluppatore, per caso vorresti inviare una segnalazione a Microsoft con il log dell’errore cosi che il team di sviluppo possa studiare meglio il tuo caso e aiutarti per il futuro?

NO! FOTTETEVI!

Riapro il browser. Ritorno sull’url di prima ed ecco che finalmente tutto si vede “bene”. Sono contento, sudato. Cacchio devo ancora montare il PSD che mi hanno caricato in cloud. Non ce la faccio, è tardi… vabè lo monto domattina tanto uso bootstrap, ci metto 5 minuti (le ultime parole famose).

  • tanto sorridere 🙂

    • Stefano Vollono

      Grazie Giampietro! Sono contento ti sia piaciuto.

  • Ahahah!
    Non puoi immaginarti quanti ricordi angoscianti mi hai fatto tornare in mente con IE7! 🙂

    • Stefano Vollono

      Ciao Matteo, mi fa piacere leggere un tuo commento. Ogni tanto bisogna anche scrivere qualcosa di più “light” per rilassare un pò la mente e farsi due risate!!

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